Il CIN, Codice Identificativo Nazionale, è il codice che identifica ogni casa vacanze, appartamento in affitto breve e struttura ricettiva in Italia. Senza, non si può affittare né pubblicare un annuncio. Ecco cos’è, come si ottiene, dove va esposto e cosa si rischia.
Aggiornato al 12 ottobre 2026. Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista: per il tuo caso verifica con il tuo commercialista e con il tuo Comune.
In breve
- Il CIN è obbligatorio per ogni unità immobiliare destinata ad affitti brevi o turistici, e per tutte le strutture ricettive.
- Si richiede online, gratis, sul portale BDSR del Ministero del Turismo, con SPID o CIE.
- Va esposto all’esterno dello stabile e indicato in ogni annuncio, ovunque pubblicato: portali, sito, social.
- Le sanzioni vanno da 800 a 8.000 euro per chi non ha il CIN e da 500 a 5.000 euro per chi non lo espone o non lo indica negli annunci.
Cos’è il CIN
Il CIN è stato introdotto dall’articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023 per avere un’unica banca dati nazionale degli alloggi turistici. Le regole sono pienamente applicabili dal 2 novembre 2024 e le sanzioni si applicano da gennaio 2025.
Il codice viene assegnato dal Ministero del Turismo attraverso la BDSR, la Banca Dati nazionale delle Strutture Ricettive e degli immobili in locazione breve o turistica. Ogni unità immobiliare ha il suo: se affitti due appartamenti, ti servono due CIN.
Chi deve averlo
- Chi affitta un’unità immobiliare a uso abitativo con contratti di locazione breve (fino a 30 giorni) o per finalità turistiche.
- I titolari di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere: B&B, affittacamere, case vacanze gestite in forma imprenditoriale, agriturismi.
Non ci sono eccezioni legate alla durata dell’attività: vale anche se affitti la casa per poche settimane all’anno.
Come si ottiene
- Accedi al portale BDSR del Ministero del Turismo con SPID o Carta d’Identità Elettronica.
- Controlla le strutture associate al tuo codice fiscale. Se manca qualcosa, la aggiungi; se i dati sono incompleti, li integri (servono i dati catastali).
- Dichiara il possesso dei requisiti di sicurezza (li vediamo sotto).
- Invia la richiesta e scarica il CIN.
La richiesta è gratuita. Se la tua Regione prevede un codice regionale (CIR o simili), quello resta obbligatorio: il CIN non lo sostituisce e le regole regionali restano valide.
I requisiti di sicurezza
Tutte le unità destinate ad affitti brevi o turistici, gestite in forma imprenditoriale oppure no, devono avere:
- rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti;
- estintori portatili a norma, in posizione visibile e accessibile: uno ogni 200 metri quadrati o frazione, e almeno uno per piano.
Secondo le FAQ del Ministero, l’obbligo dei rilevatori non riguarda le case senza impianto a gas in cui sia escluso con certezza il rischio di fughe di gas o di formazione di monossido. Chi gestisce in forma imprenditoriale deve inoltre rispettare i requisiti di sicurezza degli impianti previsti dalla normativa e presentare la SCIA al Comune.
Dove va esposto e indicato
- All’esterno dello stabile in cui si trova l’appartamento o la struttura, nel rispetto di eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici. Di solito si usa una targhetta vicino al campanello o al portone.
- In ogni annuncio, ovunque sia pubblicato o comunicato: Airbnb, Booking e gli altri portali, ma anche il tuo sito, i profili social e i volantini.
Anche i portali e chi fa intermediazione immobiliare hanno l’obbligo di indicare il CIN negli annunci che pubblicano.
Sul tuo sito il posto giusto è il fondo di ogni pagina (il footer) e la pagina di ciascun alloggio, vicino alle informazioni pratiche. Se hai più unità, ognuna con il suo codice.
Le sanzioni
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Affittare senza CIN | da 800 a 8.000 euro |
| Non esporre il CIN o non indicarlo negli annunci | da 500 a 5.000 euro, con rimozione dell’annuncio irregolare |
| Mancanza di rilevatori o estintori | da 600 a 6.000 euro per ogni violazione |
| Attività imprenditoriale senza SCIA | da 2.000 a 10.000 euro |
Gli importi dipendono dalle dimensioni della struttura o dell’immobile. I controlli spettano alla polizia locale del Comune.
Una novità del 2026 da conoscere
Con la legge di bilancio 2026 è cambiata la soglia oltre la quale l’affitto breve si considera attività d’impresa: la gestione non imprenditoriale è ammessa fino a due immobili per periodo d’imposta. Dal terzo, l’attività si presume imprenditoriale, con obbligo di partita IVA. Se hai più case, parlane con il tuo commercialista.
Domande frequenti
Affitto solo d’estate: mi serve il CIN?
Sì. L’obbligo non dipende da quanti giorni affitti.
Ho già il codice regionale: devo chiedere anche il CIN?
Sì. Il CIN nazionale è obbligatorio per tutti. Verifica sul sito della tua Regione quali codici vanno esposti insieme.
Il CIN va scritto anche sui social?
Sì, se il post o la pagina pubblicizza l’alloggio. La regola riguarda ogni annuncio, ovunque pubblicato.
Devo indicarlo sul mio sito?
Sì. Se stai creando ora il tuo sito, prevedi da subito uno spazio per il CIN: nella nostra guida al sito per casa vacanze trovi tutto quello che non deve mancare.
Hai un sito o un annuncio e non sai se è in regola? Scrivici: nella consulenza gratuita guardiamo insieme anche questo.



